MOAK

progetto per il concorso: IL SEGNO ESPRESSO

La proposta di Paolo Buonaiuto per il concorso Moak si basa su un’esperienza, una trascrizione visiva di quello che facciamo quando prendiamo un caffè al bar.
Ci capita spesso, dopo aver bevuto il caffè, di scorgere delle figure fra i residui rimasti sulle pareti interne della tazzina. Su questa scia, ho individuato e isolato dei segni che evocano forme note figure oniriche legate all’unicità di quell’istante: ogni caffè bevuto lascia infatti un suo piccolo cosmo di visioni.

Il gesto: il momento della pausa caffè è scandito da gesti rapidi, divenuti ormai rituali: davanti alla tazzina fumante, si agita e si strappa la bustina di zucchero. Versato lo zucchero, si gira il caffè e si appoggia il cucchiaino sporco sul piattino. Oppure sulla bustina vuota, su cui la goccia, trattenuta dalla carta, disegna forme sempre nuove.

L’idea: prendendo le mosse da questo gesto quotidiano, ho tratto da 7 tazzine di caffè (bevuto) altrettante forme, dettate dalla mia interpretazione, che ho fotografato, trattato e ridisegnato. Ho quindi impresso tali immagini sulle bustine, per ricreare lo stesso effetto visivo prodotto dal cucchiaino sporco di caffè appoggiato sulla bustina vuota.

 

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