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    soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di roma

    Il Logo è concepito come icona - e non, come potrebbe apparire, una semplice firma – che veicola molteplici elementi significativi, riconducibili allo specifico ambito di competenza della Soprintendenza. L'istituzione governa i beni di un territorio unico che è quello della città di Roma. È Roma infatti – come "luogo" e come "tesoro" - la fonte di ispirazione del Logo. I valori dello spazio (il "luogo") e del patrimonio artistico (il "tesoro") vengono espressi dal quadrato, mentre il lettering e i colori fanno riferimento alla storia e alle peculiarità della Città Eterna. Origine del Logo Figurativo Roma viene chiamata nell'antichità "urbs quadrata". Plutarco la chiama "Roma quadrata", affermando inoltre che essa era al tempo stesso un cerchio e un quadrato, anche se la città aveva una forma circolare (dovuta alle colline che la delimitano). In Plutarco "quadrata" vale "quadripartita": Roma, la città circolare, era infatti divisa in quattro parti da due arterie, il cui punto di intersezione coincideva con il mundus. La centuriazione è un metodo di razionalizzazione del territorio a cui i Romani sottoponevano le regioni conquistate. Il processo di centuriazione prevedeva, dove necessario, bonifiche, canalizzazioni, livellazioni del terreno, costruzione di strade e fossi. A ciò seguiva il tracciamento sul terreno di un reticolo ortogonale di limites di 20 actus di lato. I limites erano linee funzionali e catastali che conferirono al paesaggio un rigoroso ordine geometrico. Elementi compositivi del Logo Il Logo è composto da 3 elementi: la firma, il quadrato e i colori. - La firma, ovvero il lettering, trae spunto dai caratteri storici di Roma e, per la precisione, da quelli che compongono l'iscrizione della colonna Traianea. - Il quadrato. Roma viene chiamata dagli antichi “urbs quadrata”. Plutarco la chiama “Roma quadrata”, affermando inoltre che essa era al tempo stesso un cerchio e un quadrato, anche se la città aveva una forma circolare (dovuta alle colline che la delimitano). Il quadrato è il simbolo della terra. In quanto figura antidinamica ancorata sui quattro lati, rappresenta un simbolo di solidificazione e stabilizzazione. I quadrati in questo caso sono due. Affiancati, simboleggiano uno (in oro) il territorio di competenza proprio della Soprintendenza e l’altro (in ocra) l’insieme dei marchi dei musei ad esso afferenti, ossia quelli del Polo Museale della città di Roma. Il seguente modello a maglie quadrangolari venne utilizzato nell’antichità romana per delimitare luoghi e nuovi insediamenti (centuriazioni) quali accampamenti o città appena fondate. Il reticolo romano detta le basi delle nuove urbanizzazioni, dove le linee stradali sono i lati di quadrati. - I colori. L’ocra è il colore della terra su cui si erge la Città Eterna; l’oro è il simbolo del fulgido passato di Roma e dell’inestimabile valore del patrimonio artistico romano di cui la Soprintendenza assicura la conservazione, perpetuandone l’eternità. Il Logo e suoi riferimenti storici l logo denominativo intende essere un richiamo diretto all'antichità di Roma attraverso l'uso di caratteri storici. Il legame con l'incisione "decorativa" e l'archeologia romana è espresso dalla scelta del font "Trajan", trascrizione dei caratteri della colonna Traiana (113 d.C.). La spaziatura del font adoperata per la composizione è ottica e non tipografica. Il logo figurativo è costituito da due quadrati, simboli del "tesoro" e della "Città Eterna". Il quadrato rappresenta l'unità. Afferma Thierry di Chartres che l'unità è alla base stessa del quadrato, perché viene ripetuta quattro volte. Il numero quattro è dunque, in un certo modo, il numero della perfezione divina (la quale si manifesta agli artisti attraverso le idee di perfezione di ciascun concetto o emozione: l'arte); più in generale, è il numero dello sviluppo completo della manifestazione, il simbolo del mondo stabilizzato. (Chas) Il quadrato introduce l'ingombro come tessera di un mosaico che diverrà funzione attiva elle altre e successive applicazioni del marchio quando esso presenterà le strutture del Polo Museale della città di Roma.

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    o-zone project: logomania

    Logo, creazione e realizzazione di 7 linee grafiche coordinate con relativi corredi, da utilizzare per ciascuno degli ambiti di interesse della società. Materiali vari di supporto e personalizzazione oggettistica.

  • web design

    zabriskie point: cinema on-line magazine

    Il portale del Cinema tutto italiano. online diretto da Mauro Conciatori. Concept, logo, visual identity. Ideazione, progettazione e realizzazione portale di arte, cinema ed attualità in tre versioni diverse

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    ica food: bliz UP

    Illustrazioni, incarti, packaging contenitore - espositore.

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    pilsner urquell: birra peroni

    Poster per caratterizzazione locali; grafica per evento umbria jazz; gadgets.

  • architecture

    prestitalia: layout nazionale agenzie e manuale operativo

    Rappresentazione tridimensionale degli spazi concepiti per il layout Nazionale.

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    polo museale della città di roma

    Polo Museale della Città di Roma: - Museo Nazionaledi Castel Sant'Angelo - Galleria Borghese - Galleria Spada - Museo Nazionale di Palazzo Venezia - Galleria di Arte Antica Palazzo Barberini - Galleria di Arte Antica Palazzo Corsini - Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Presentazione Logo Galleria Borghese La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico riunisce sotto di sé e coordina i 7 musei del Polo Museale della città di Roma. In virtù di questo stretto rapporto e dei principi che hanno dato origine al Logo della Soprintendenza, il nuovo Logo di Galleria Borghese adotta il medesimo modello del marchio dell’istituzione madre. Il Logo del Museo sviluppa la sua identità nei due quadrati del Logo della Soprintendenza e fa propria la concezione del rigoroso ordine spaziale della centuriazione a moduli quadrati, antico metodo di suddivisione del territorio dei Romani. Il primo quadrato rappresenta il volto di Paolina Borghese di Antonio Canova, raffigurata nelle vesti di Venere Vincitrice (logo figurativo), mentre il secondo riporta la dicitura "Galleria Borghese", scritta nello stesso stile del lettering utilizzato per la Soprintendenza (logo denominativo). Come per il Logo della Soprintendenza, i valori dello spazio (il "luogo") e del patrimonio artistico (il "tesoro") vengono espressi dal quadrato, mentre il lettering e i colori fanno riferimento alla storia e alle peculiarità della Città Eterna. Origine del Logo Figurativo Galleria Borghese è un duplice museo. Il primo è costituito dal suo maestoso edificio, fatto di spazi, stratificazioni e stili architettonici di vari periodi; il secondo è rappresentato dalle opere che contiene. La Villa Borghese "fuori Porta Pinciana", all'interno della quale è situata la Galleria, sorse all'inizio del sec. XVII intorno a un iniziale possedimento della famiglia. La costruzione della Villa Borghese, avviata a partire dal 1607 e condotta in modo sostanziale fino al 1613 sotto la direzione di Flaminio Ponzio, fu portata a compimento da Giovanni Vasanzio (il fiammingo Jan Van Santen) secondo l'impianto architettonico delle tradizionali ville suburbane. Il museo espone opere di illustri artisti quali Bernini, Bronzino, Canova, Caravaggio, Raffaello, Rubens, Tiziano. Le sue collezioni di sculture del Bernini e di tele del Caravaggio sono uniche al mondo. Per il Logo della Galleria Borghese è stato scelto il capolavoro di Antonio Canova raffigurante Paolina Borghese Bonaparte nelle sembianze di Venere vincitrice. Il ritratto di Paolina, sorella dell'imperatore Napoleone Bonaparte e sposa del principe Camillo Borghese, venne da questi commissionato al celebre scultore veneto nel 1804. È il genere del ritratto divinizzato, di ispirazione antica, eseguito da un grande scultore quale interprete per eccellenza della glorificazione dinastica dei napoleonidi.

  • design

    slamp: lampade da collezione

    Una lampada come se fosse tela su cui dipingere: ecco l'idea. E il quadro che nasce approfitta della trasparenza e della retroilluminazione per essere borderline: due identità diverse, se acceso o spento. Materiale delle lampade:OPALFLEX© di Slamp. Nella Slamp "Scripta manet" è dipinto uno stralcio di un discorso di Martin Lutero. Slamp: Collection lamps Subjects of lamps: One lamp whom could be one canvas where painting: this is the idea. And the picture who born to profiting of transparency and of backillumination to be boardline: two different identity, if on or off. Equipment of lamps: OPALFLEX© of Slamp. On Slamp "Scripta manet" is painting one peace of speech of Martin Lutero.

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    miller beer: it's miller time!

    Lancio della comunicazione istituzionale della Birra Miller; Folder e poster e tutto il necessario per rendere visibile il noto marchio americano nel mercato italiano.

  • advertising

    la palma: music club

    Caratterizzazione per conto della birra Pilsner Urquell negli spazi de La Palma, storico locale jazz della Capitale. La Palma, storico locale jazz di Roma, si inserisce in un progetto di caratterizzazione, per conto della birra Pilsner Urquell, degli spazi adibiti ai concerti. Il progetto è il risultato della creazione di immagini comunicative che integrano il contesto del club (un vecchio cascinale immerso nel verde) con la musica Jazz (gli strumenti dei protagonisti) e l'effetto birra.

  • web design

    enrico ciani: beauty is an attitude

    Il progetto trasmette, attraverso un minimalismo organico, un concetto legato al fashion e alla bellezza. Pochi elementi caratterizzanti esaltano l'identità aziendale. Estrema "leggerezza", navigabilità e piacere nella fruizione con una gallery sempre attiva.

  • web design

    apprendistato: provincia di roma

    L'apprendistato è un contratto di lavoro che prevede, oltre al rapporto lavorativo, quella formazione indispensabile per diventare un lavoratore qualificato. Mira quindi a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso l’acquisizione di una professionalità specifica, direttamente all’interno di un’impresa. Si caratterizza, pertanto, per la forte alternanza tra momenti lavorativi e momenti di formazione. L’imprenditore è tenuto a fornire all’apprendista la formazione professionale all’interno del rapporto di lavoro. Ma oltre alla formazione impartita sul luogo di lavoro, l’apprendista deve frequentare, durante il normale orario di lavoro, percorsi di formazione esterna. L’addestramento è necessario perché il lavoratore possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato. L’apprendistato è anche uno dei tre canali, oltre all’istruzione e alla formazione professionale, per assolvere l’obbligo formativo.

  • architecture

    antalis: mondi di carta

    Lo stand Wall-Paper è un piccolo mondo fatto di carte sovrapposte che nasce dall’idea di rappresentare per simboli la realtà di appartenenza di Antalis. La risma di carta, di uso comune tra gli addetti ai lavori e per questo facilmente riconoscibile, viene riproposta in un linguaggio metaforico, grazie al quale essa diventa il tema base che si estende con naturalezza a tutto lo spazio. Wall-Paper, la parete di carta, è un modo originale e spettacolare di concepire l’esposizione, una scenografia densa di significato che permette di trasformare l’intera area disponibile in un potente veicolo di comunicazione. Il progetto, è stato selezionato dal concorso "Creatives are bad" 2009 come uno dei migliori lavori scartati dai clienti.

  • photography

    poetic path: bunker poetico

    La net-poetry è per la prima volta alla Biennale di Venezia del 2001 - curata da Harald Szeemann - con l'evento on line "Azione Parallela-Bunker", realizzato dalla Davinio nel contesto dell'istallazione Bunker Poetico, dell'artista Marco Nereo Rotelli. L'"Azione-Parellala" on line si sviluppa in modo coordinato e contemporaneamente alle performance reali all'Orsogrill delle Artiglierie, durante l'inaugurazione. Nasce, così, un sistema di relazioni tra eventi poetici reali e virtuali, che si completano e determinano reciprocamente in una circolazione di materiali, dati, contatti e comunicazione. Il tutto costituisce una nuova struttura di "opera poetica", vicina all'happening, a Fluxus, alla mail-art, all'arte relazionale, arricchiti da una connotazione elettronica e telematica, densa di sviluppi. fotologue.jp/art-bit/poethic path

  • architecture

    F.I.S.H.: comunicare la metafora

    Fine International Seafood House (F.I.S.H.) Il rito del sushi nel centro di Roma. Nel cuore della Capitale si innesta la tradizionale cerimonia orientale del pesce con la sua sequenza ordinata di attività simboliche. La trasformazione simbolica del mercato. Attraverso una mistificazione dello spazio, l’ingresso del locale diventa una banchina a cui è attraccata una nave; i banconi si trasformano in chioschi per il ristoro.

  • advertising

    cromatismi sonori

    Cromatismi sonori è il titolo del tema in cui confluiscono, in modo casuale e improvvisato, con l'intento di contaminazione e mescolanza, diversi linguaggi espressivi: quelli visivi in una fusione con la musica o viceversa. In questo primo incontro si sono incontrati il noto musicista argentino Javier Girotto, tra i fondatori degli Aires Tango e l'artista Andrea Sampaolo, pittore di opere astratte di grandi dimensioni, fatte di colori vibranti e magmatici. javier girotto&andrea sampaolo

  • advertising

    memorie dalla città dei folli

    Interni della mente è una manifestazione ideata dal CREA, (Centro Ricerche EtnoAntropologiche di Siena), associazione di antropologi attiva da circa dieci anni sul territorio senese, con interventi di antropologia applicata nel campo dell'immigrazione, della memoria sociale e storica del territorio, del patrimonio immateriale, della museografia, della mediazione culturale e della cooperazione allo sviluppo. Con Interni della mente il CREA propone un calendario di seminari, proiezioni, eventi espositivi e performativi programmati in occasione della fine della prima tranche del progetto memorie dalla città dei folli. L'ambizioso progetto, realizzato dal CREA in collaborazione con l'Università degli Studi di Siena, l'Azienda USL 7 di Siena, la Soprintendenza archivistica per la Toscana, la Soprintendenza per i beni artistici, storici ed etnoantropologici di Siena e grazie al finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, consiste nel recupero dell’archivio dell’ex-Istituto Psichiatrico San Niccolò, composto da 200 metri di scaffalature suddivise in 30mila fotografie e 40mila cartelle cliniche. A tredici anni dalla chiusura dell’ospedale psichiatrico senese, il progetto prevede un lavoro di schedatura e catalogazione dell'archivio delle cartelle cliniche e di parte del fondo fotografico, oltre che l'avvio di una ricerca antropologica sui contenuti delle cartelle cliniche. Per condividere con la comunità senese i risultati scientifici e gli stimoli offerti da un anno di lavoro sugli archivi del San Niccolò, il CREA ha ideato la manifestazione Interni della mente come un momento di incontro fra due differenti approcci: quello scientifico documentario e quello interpretativo artistico. I due poli entro cui si colloca l'iniziativa Interni delle mente sono allora quelli del documento e dell'arte. Al primo sono dedicati il workshop di restituzione del lavoro dei ricercatori CREA sulle cartelle cliniche del San Niccolò e la tavola rotonda dal titolo “Quale futuro per l'archivio del San Niccolò?”. Al secondo appartengono eventi di natura artistica e interpretativa che attraverso differenti linguaggi (pittura concettuale, fotografia, video, teatro) affrontano il nodo della memoria del manicomio, partendo dal presupposto che «le forme dell'arte registrano la storia dell'umanità più esattamente dei documenti» (T. Adorno). In questo margine esiguo ma incommensurabile si inseriscono linguaggi artistici che si posizionano all'intersezione tra documento e interpretazione. L'artista romano Andrea Sampaolo coniuga il suo espressionismo gestuale con il materiale d'archivio del manicomio. Il fotografo modenese Giacomo Doni espone otto fotografie di spazi manicomiali abbandonati. Il Teatro della Pioggia di Siena legge Kaddish, preghiera scritta da A. Ginsberg in memoria della madre morta in manicomio. Nel documentario La vita chiusa, A. Bartoli, S. Folchi e F. Mugnaini restituiscono una ricerca universitaria sulla memoria del San Niccolò attraverso il montaggio di interviste a psichiatri, infermieri ed ex-degenti del manicomio senese. Il luogo in cui si svolgono tutti gli eventi è di fondamentale importanza. Ad esso fa riferimento il titolo stesso della manifestazione, dal momento che Interni è da intendersi nel duplice significato psichico e architettonico. La scelta del piano zero del San Niccolò risponde infatti a una volontà di riattivazione simbolica, è il tentativo di riportare la struttura di questo palazzo alla sua funzione psichiatrica originaria, per restituire alla comunità senese dei frammenti di un mondo, degli squarci di vita di quella che è stata una vera e propria città nella città. Per non dimenticare. Per ricordare.

  • architecture

    europavimenti: stand saie - bologna

    La Duna intesa come catalogo visivo e tattile del parquet rappresenta la sovversione del sistema espositivo tradizionale. La piazza interna, il percorso sensoriale, l’area relax per i visitatori della Fiera, hanno reso lo stand altamente funzionale.

  • design

    coca cola: il re-styling dei materiali d'uso

    Dialogo d'intesa tra design e gesto grafico Il risultato è un'inedita linea di "materiali d'uso", cioè oggetti nuovi nel design e nella grafica ma fedeli al nucleo originario del logo-mito, di cui è rispettato il "look". Coca-Cola: The re-styling of equipment Design and graphic: - The agreement argument about design and graphic deeds The result is one line unpublished of "equipment", that are the new equipment of design and with graphic bud faithful of the original nucleus of myth-logo, whom the "look" is respected.

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    birra peroni: museo storico

    allestimento e stampa del Museo Storico di Roma.

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    guercino a palazzo barberini

    La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma inaugura i nuovi spazi espositivi dedicati alle mostre temporanee situati al piano terra di Palazzo Barberini, con una grande mostra dedicata al genio di Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno dei maggiori protagonisti del Seicento italiano, nato e vissuto nella città di Cento e attivo a Roma tra il 1621 e il 1623. La mostra è prodotta da Civita.

  • architecture

    la casa più bella del mondo: concorso internazionale

    Questo progetto è rimasto sulla carta ed ha subito una radicale trasformazione nella fase esecutiva e di cantierizzazione. Nella seconda fase del concorso Prati e Rattazzi ne hanno seguito l’evoluzione finale. Il progetto è stato esposto al Beaubourg - Centro Pompidou a Parigi

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    clinica veterinaria: logomania

    il logo per una clinica veterinaria.

  • web design

    waikiki resort: zanzibar

    Logo, web site. Waikiki resort è un villaggio turistico immerso nella natura incontaminata di Zanzibar. L'obiettivo del lavoro è creare un sito web che rappresenti in uno stile semplice ed elegante il sogno collettivo della vacanza in un Paradiso esotico, che racconti del resort e delle sue bellezze, in termini di accoglienza, comfort e collocazione geografica. Target della comunicazione: utenti generici di estrazione sociale medio-alta. Il sito, rimasto irrealizzato, è stato selezionato dal concorso "Creatives are bad" 2008 come uno dei migliori lavori scartati dai clienti. Sempre nella stessa rassegna verrà messo in esposizione a Torino al World Design Capital 2008, nel mese di dicembre.

    Il resort è situato a Pwani Mchangani in una delle spiagge piu’ belle di Zanzibar. Dista circa 40 km da Stone Town e ci si impiega solo 45 minuti a raggiungere l’aeroporto. 5 km di spiaggia bianca ideale per lunghe camminate.

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    ad&p: logomania

    Progettazione e realizzazione del logo.

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    nokia: visual identities bundle box

    Studio, progettazione, realizzazione grafica, packaging ed editoring di bundle boxes per i seguenti modelli di telefoni cellulari: 5210, 6510, 3310, 2100 (doppio bundle box), 3410; gadgets personalizzati; design espositori da banco.

  • design

    vesoi: re-cycle lamp

    La richiesta dell'azienda che produce lampade Vesoi è stata quella di esprimere una serie di concept ed idee di lampade: l'aspetto fondamentale è quello di considerare il tema del riciclo creativo, un "design riciclato", di trasformazione dell'idea comune di "oggetto" lampada, di giocare a stravolgere l'iconografia, di pensare ecologico e di una sostenibilità del prossimo futuro. Nel provare ad atteggiarsi "pop" nell'eccezione letterale del termine (leggi: "popular") è nato e sviluppato il progetto senza creare capolavori, ma con lo scopo di ribaltare con un colpo teatrale, il finale di scena di un percorso di ricerca. "La cultura popolare è un continuo manifestarsi di fantasia, di creatività e di invenzione. (...) Ripetere pedestremente un valore, senza fantasia, vuol dire non continuare la tradizione ma fermarla, farla morire. La tradizione è la somma dei valori oggettivi della collettività e la collettività deve continuamente rinnovarsi se non vuole deperire." _Bruno Munari (da "Fantasia", Ed. Laterza)




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blog


#occupy grafica


pubblicato da colore - 7 Febbraio, 2012 - 10:30
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... L'architettura, come la grafica che è una sua parte integrante, è l'unica disciplina che s'interessa all'uomo. Il committente non è una marca, né una multinazionale, e tanto meno un bisogno legato al mercato, bensì chiunque non perda l'orientamento sia nello spazio che tra le informazioni.





io sono il quinto stato


pubblicato da colore - 6 Febbraio, 2012 - 18:30
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Siamo milioni. Donne e uomini. Giovani e meno giovani. Italiani e migranti. Professionisti stagisti e apprendisti. Studenti e artisti, precari e lavoratori autonomi. Spesso siamo tutto questo e anche molto altro.

A Roma si dice che siamo 300 mila. Viviamo a Milano, a Torino, a Napoli e ovunque ci sia l'economia dell'immateriale e della fornitura dei servizi.
Siamo lavoratori e lavoratrici della conoscenza, produciamo contenuti, storie e informazioni, trasmettiamo e rielaboriamo saperi, in generale nutriamo quei beni comuni che si ottengono dalla cura e dalle relazioni, dall'immaginazione, dal lavoro immateriale e da quello nella formazione.
Questa condizione non è legata ad un contratto con un datore di lavoro, ma all'espressione dell'indipendenza.
Quella del Quinto Stato è la condizione universale di chi è apolide in patria e extraterritoriale in uno Stato. Uomini e donne, Italiani o migranti, viviamo nelle città italiane dove fortissima è la terziarizzazione della società e la presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.
Vogliamo creare coalizioni che istituiscano, per tutti.





la nuova occupazione visiva


pubblicato da colore - 6 Febbraio, 2012 - 18:07
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La comunicazione visiva ci invade. Dal web, pensieri e informazioni si diffondono per le strade. Persone che sono slogan, idee e sogni in grado di autoprodurre diversi scenari visivi. Diritti reali rivoluzionano forma e linguaggi della comunicazione.

Emozionare, spaventare, eccitare: queste e altre sono le funzioni che le immagini hanno assolto nel corso della storia. Immagini che, proprio per queste particolarità, hanno a loro volta stimolato un peculiare tipo di reazione da parte di chi le guarda.
Quello che è più importante sono i significati che l'immaginazione collettiva ha attribuito a certe rappresentazioni, che diventavano così capaci, a seconda dei casi, di fare miracoli, eseguire incantesimi o stregonerie, eccitare sessualmente o indurre alla meditazione mistica.
Nella memoria sono impresse immagini, fotografie, che con il tempo hanno assunto, in maniera variabile per ognuno di noi, un ruolo attivo.
Fotografie che ci hanno colpito, fatto riflettere, quelle che hanno cambiato il nostro punto di vista su un argomento specifico, immagini che ci hanno anche fatto piangere in taluni casi.
Le fotografie simbolo a essere diventate indelebili sono numerose.





la cultura che verrà: la comunicazione visiva come strumento trasparente, per un libero accesso a risorse e saperi


pubblicato da colore - 18 Gennaio, 2012 - 11:49
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Progettare l’identità visiva di un’istituzione, di un evento è un lavoro tanto seducente quanto complesso, per i tanti rimandi culturali che il progettista deve tener insieme per definire visivamente quanto gli viene commissionato, specialmente quando si tratta di istituzioni o di eventi culturali.
Sostanzialmente il progettista produce e seleziona quei “segni” che andranno a definire un determinato ente. La comunicazione prodotta sarà coordinata alle linee guida stabilite dal progettista, per rendere immediatamente riconducibile qualsiasi “prodotto” di comunicazione alla “casa madre” di cui è espressione.
Come progettisiti la nostra funzione è quella di favorire fondamentalmente il flusso di informazioni, del tutto eterodiretto, in un certo senso certamente “indirizzarlo”, “orientarlo”, ma non certo governarlo.
Il progetto sarà efficace e coerente se favorirà il procedere del flusso, e tutte le categorie con le quali analizziamo i progetti di comunicazione, etiche, politiche, funzionali e quant’altro, saranno “vere” se la loro retorica soggettivistica sarà uno strumento che favorisce l’incedere delle informazioni.





guercino: capolavori da cento e da roma


pubblicato da colore - 18 Gennaio, 2012 - 10:36
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Fino al 29 aprile, le sale di Palazzo Barberini, ospiteranno la mostra "Guercino (1561 - 1666). Capolavori da Cento e da Roma" curata da Rossella Vodret, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e Fausto Gozzi, direttore della Pinacoteca Civica di Cento.
La mostra vuole essere un significativo tributo al genio di Guercino, il pittore forse più amato e studiato da Sir Denis Mahon nel corso della sua vita centenaria. La mostra è l'occasione per rendere omaggio al genio di Guercino, il pittore forse più amato e studiato da Sir Denis Mahon (grande studioso inglese, cittadino onorario centese, a pochi mesi dalla sua scomparsa).
La scelta dei curatori di costruire il percorso espositivo con opere conservate nelle collezioni pubbliche e private di Roma e di Cento, consente in effetti di ammirare uno straordinario corpus di dipinti e offre la possibilità di gettare uno sguardo d'insieme sull'opera del maestro emiliano: cinquanta capolavori che coprono tutto l'arco cronologico del suo lungo percorso artistico facendone emergere l'esuberante talento.





steve mccurry: last roll


pubblicato da colore - 4 Dicembre, 2011 - 21:02
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A Roma, al Macro Testaccio, La Pelanda, dal 3 dicembre al 29 aprile 2012 c'è Steve McCurry.





carlo caloro: veto_l


pubblicato da colore - 21 Ottobre, 2011 - 17:57
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“veto_l” è uno strumento musicale cordofono non tradizionale. Lo strumento é autonomo e compone musica attraverso delle reti neurali artificiali auto organizzanti che controllano ogni aspetto delle attività dello stesso.
Tutto il materiale musicale è generato attraverso l'organizzazione del processo di auto apprendimento. La macchina resterà in funzione per 10 anni consecutivi. L´intento è di osservare nel tempo, non tanto se la macchina sarà in grado di sviluppare un qualsiasi gusto per un qualsiasi genere musicale, piuttosto per osservare se svilupperà il bisogno di praticare ulteriori strategie al fine di liberarsi dagli automatismi e dalle leziosità in assenza di consapevolezza.
Anche se in questo arco di tempo sarà impossibile assistere alla nascita della coscienza dalla materia inorganica non cosciente resterà aperta la questione se, a prescindere dal fatto che sia possibile fare arte con l’aiuto di una macchina, se la stessa, raggiunta la consapevolezza, sarà in grado di scrivere romanzi, comporre musica, dipingere e fare tante altre cose creative senza lasciarsi trascinare dai drivers emozionali.





macro roma: contemporary italian social and cultural communication design


pubblicato da colore - 14 Settembre, 2011 - 15:14
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La mostra raccoglie una selezione attenta dei poster dei più famosi e innovativi Graphic Designer italiani e studi contemporanei, volendo privilegiare l'aspetto dell'impegno sociale e culturale della comunicazione visiva, mette insieme diverse generazioni di designer, dai più affermati ai giovanissimi appena formati.
I manifesti esposti rappresentano una grande varietà di contesti: istituzioni, mostre, eventi pubblici, campagne sociali, eventi sociali, movimenti di dissenso e di ricerca auto-prodotta.

All'interno della mostra una sezione speciale è dedicata al lavoro internazionale di Fabrica, il Centro di Ricerca Benetton, di manifesti commissionati da UNWHO, UNICEF, Banca Mondiale e altri, che affrontano le sfide sociali più urgenti della Terra.

La mostra è presentata da AIAP Delegazione Regione Lazio - Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva.

Curatrice: Cristina Chiappini,
Co-curatrice: Alexandra Sankova





palazzo esposizioni: le mostre dal 2007 ad oggi


pubblicato da colore - 2 Settembre, 2011 - 16:45
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I poster delle 29 mostre, che si sono susseguite al Palazzo delle Esposizioni dal 2007 ad oggi, sono esposti nella Sala della Fontana. Dopo il crollo di una porzione del tetto nel 2004, il museo ha ospitato importanti eventi e intende sottolinearlo al pubblico.

La mostra si sviluppa su quattro lati che ruotano intorno al fulcro centrale della colonna-fontana.
Il progetto dell'allestimento doveva essere flessibile, leggero e facilmente smontabile per far posto alle mostre programmate. Una specie di quinta teatrale per poter tener viva la sala in occassione dei periodi senza mostre.
La soluzione è quella di fissare e tendere due sottili cavi d'acciaio, paralleli, sfruttando la geometria dei muri inclinati, dove poter appendere leggere stampe complete di descrizione.
Il gioco delle luci, la profondità dello spazio dei poster e la parete di fondo è accentuata dal richiamo, parzialmente coperto, del logo ingigantito del Palazzo delle Esposizioni.





l'incontro possibile: paolo buonaiuto - enrico parisio


pubblicato da colore - 5 Luglio, 2011 - 08:41
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L’incontro possibile, nuove parole, nuovi Italiani, nuove identità

Dibattiti, mostre, corti, intrecci di civiltà, progetti di formazione
per i cittadini immigrati e persone richiedenti protezione internazionale.

Filo conduttore del progetto visivo è l'integrazione (l'incontro possibile) attraverso la creazione di un alfabeto misto a segni che intrecciano nuove parole.
Nell'allestimento delle mostre fotografiche le lettere creano un nastro e tengono unite storie, persone, culture mettendo in evidenza gli interventi dei Laboratori per l'Autonomia dei centri polifunzionali d'integrazione permanente di Castelnuovo di Porto e di quello per la formazione e l'integrazione dei cittadini immigrati di Lavinio.

L'integrazione in mostra, progetti sul territorio della Provincia di Roma
dal 4 al 29 luglio
- Palazzo Incontro - Laboratori dell'Autonomia, via dei Prefetti, 22 – Roma
- Palazzo Firenze - Storie da Lampedusa, Piazza Firenze.





hope japan poster: paolo buonaiuto


pubblicato da colore - 3 Giugno, 2011 - 08:11
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Hope Japan Poster – Exhibition - 100 poster per aiutare il Giappone

Paolo Buonaiuto, con l’opera “Hara-Kiri” è stato selezionato tra i 100 finalisti al concorso internazionale Hope Japan Poster e sarà esposto in una mostra a Roma alla Casa dell’Architettura dal 14 al 24 giugno 2011.

Hara-Kiri significa letteralmente "taglio del ventre" e veniva eseguito, secondo un rituale rigidamente codificato, come espiazione di una colpa commessa o come mezzo per sfuggire ad una morte disonorevole per mano dei nemici. Un elemento fondamentale per la comprensione di questo rituale è il seguente: si riteneva che il ventre fosse la sede dell'anima, e pertanto il significato simbolico era quello di mostrare agli astanti la propria anima priva di colpe in tutta la sua purezza.

Il poster evoca la spinta dell'aria a causa della pressione dell'onda dello tsunami sulla delicatezza dell'equilibrio della vita raffigurato dal soffione. All'esistenza si sostituisce la radioattività. Alla bellezza la tragedia.





dan stafford: london, united kingdom


pubblicato da colore - 10 Maggio, 2011 - 10:30
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Dan Stafford è un illustratore. Vive e lavora a Londra ma è cresciuto a Manchester.
La sua ricerca si spinge ad esplorare la comunicazione visiva in un contesto post-moderno. La sua grafica è influenzata dalle teorie di rappresentazione visiva e di meta-narrazioni del cinema contemporaneo e del costruttivismo dei registi quali David Lynch e Stanley Kubrick. Ma il risultato rileva un senso e uno stile bizzarro alla Tim Burton: una dualità aggressiva di dolce ma sinistro, di mite eppur macabro.
Infatti, nel lavoro di Stafford, il lato oscuro è per lo più nel trattamento della materia, mentre il lato più dolce è rappresentato dalle scelta delle cromie e la cura morbida del segno dei bordi.

Il mio lavoro approfondisce e si confronta con le idee di doppiezza e di identità in una cultura troppo spesso priva di una visione del reale.
Espone a Londra, San Francisco e Glasgow.





apprendistato: provincia di roma


pubblicato da colore - 28 Marzo, 2011 - 09:21

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L'apprendistato è un contratto di lavoro che prevede, oltre al rapporto lavorativo, quella formazione indispensabile per diventare un lavoratore qualificato.

Mira quindi a favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso l’acquisizione di una professionalità specifica, direttamente all’interno di un’impresa.

Si caratterizza, pertanto, per la forte alternanza tra momenti lavorativi e momenti di formazione.

L’imprenditore è tenuto a fornire all’apprendista la formazione professionale all’interno del rapporto di lavoro. Ma oltre alla formazione impartita sul luogo di lavoro, l’apprendista deve frequentare, durante il normale orario di lavoro, percorsi di formazione esterna. L’addestramento è necessario perché il lavoratore possa conseguire la capacità tecnica per diventare lavoratore qualificato.

L’apprendistato è anche uno dei tre canali, oltre all’istruzione e alla formazione professionale, per assolvere l’obbligo formativo.





ritzoma


pubblicato da colore - 28 Marzo, 2011 - 08:47
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Il concetto di comunicazione visiva è un concetto rizomatico.
Il termine rizoma si riferisce originariamente ad una particolare forma botanica, che comprende bulbi e tuberi: fusti sotterranei, come la patata, o striscianti nel terreno, come la gramigna, aventi la funzione di servire da riserva di nutrimento per la pianta.
Possono riprodurre altri fusti, ma anche radici!

Il concetto di rizoma è usato per esprimere la complessità distributiva di un fenomeno: esso ha come tessuto la congiunzione!

La comunicazione visiva è un rizoma.

L'occhio, che sembrava un tempo l'elemento principale attorno a cui ruotava il concetto di comunicazione visiva, presupponendo il fenomeno percettivo, la componente psicologica, e così via, è divenuto un elemento meno centrale. Esso si è, per così dire, distribuito dentro più linee di relazione, comprendenti l'elaborazione mentale dei dati visivi, la loro interpretazione, la loro relatività culturale, e così via.





tricromia: illustrator's international art gallery


pubblicato da colore - 25 Marzo, 2011 - 15:48
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"Colazione d'autore" Domenica 27 marzo 2011 ore 11:00
Roma - Via di Panico, 35

Fogli e colori. Soltanto carta si direbbe... eppure una musica, un mondo. La passione di Tricromia per la carta e i colori compie vent'anni. Sulle sue pareti hanno scritto i migliori artisti, disegnatori e illustratori, portando ognuno i propri respiri e la propria armonia. Mattotti, Loustal, Igort, Luzzati, Gipi, Pericoli, Ricci, Toppi...