ti vidi ballare fasciata

Al riparo dell’ombra
di una chiara luna,
i tuoi occhi misteriosi,
sommersi nel buio etereo,
m’avvolgono di mille fili argentei.
Oh! Se puoi,
mostrami dove si trova la notte.

Ti vidi ballare fasciata
nel suono di una musica corrotta
e, allegra di nulla,
nell’intorno i tuoi passi lievi,
sospesi da tenue nebbie
richiamano colori caldi.

Attraversata dalle spire del vento,
lucenti chiome ondeggiano
in danze virtuose
volteggiate da carezze infinite:
come fluttua il pensiero
quando il cuore lo provoca.

Ed ora, simile ad esplosione vulcanica
il tuo sguardo favilla
e questo vento furioso,
chiamando la tempesta,
non permette di ascoltare
le rumorose gravide nubi
addensate sopra il mio orizzonte.

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