sacca oscura
Affondo,
nella sacca oscura
della mia anima,
le mani esasperate
senza riuscire ad accarezzare alcun suono.
Note, ne mancano molte,
per ballare ora,
nel tempo presente
e distorte per librarsi
nel vento passato
per formare una dolce
armonia sospesa.
Non sono calmo
e il corpo del mio fiume
ha continui salti nel vuoto
cascate, mulinelli, zone morte:
non arrivo mai al delta
per sprofondare nel mare.
In quell’acqua vibrante
della profondità
della luce,
che ogni volta
mi illudo di scorgere.